Progetti

Progetti

Il 24 gennaio è stata proclamata la graduatoria dei risultati del concorso di idee per la Città Vecchia di Taranto.
Invitalia esprime a tutti i partecipanti un sincero ringraziamento per quanto ciascun concorrente ha saputo proporre per la rivitalizzazione della Città.
Le proposte presentate offrono idee e prospettive contrassegnate da una non comune energia innovativa che può certamente contribuire ad arricchire il patrimonio vivo a cui poter attingere per costruire il futuro prossimo della Città.
Le Amministrazioni impegnate nel processo di rinascita della Città ed i cittadini di Taranto potranno scegliere come valorizzare le idee raccolte, potendo recuperare da ciascuna la capacità di tutela e di spinta al cambiamento che esse possono determinare.
È intenzione di Invitalia presentare tutte le idee alla Città attraverso una mostra, che dovrebbe essere inaugurata entro la fine del mese di marzo a Taranto, e con un convegno da tenersi contestualmente alla mostra.

Si riportano di seguito le diciotto proposte presentate; per ognuna di esse, sinteticamente illustrata attraverso l’abstract del progetto realizzato dai proponenti stessi, si possono visionare le cinque tavole elaborate e l’elenco di tutti componenti del gruppo di lavoro che ha contribuito alla proposta.

 

MATE SOCIETÀ COOPERATIVA - 1° CLASSIFICATO

La visione di sviluppo proposta per la Città vecchia di Taranto pone al centro la valorizzazione del patrimonio culturale e sociale, ambientale e storico e la ricostruzione di una cultura di cittadinanza capace di riportare la società a riconoscersi nelle proprie radici. La proposta intende riassegnare alla sua città la funzione sociale ed ecologica, per conseguire progressivamente l'accesso universale a condizioni ambientali certe, la piena realizzazione del diritto a una città come spazio abitabile, la disponibilità per tutti di beni e servizi pubblici essenziali.
La valorizzazione del patrimonio culturale urbano sarà strettamente integrata nella strategia di rigenerazione urbana proposta per migliorare la vivibilità dell’intera città nel rispetto dell’identità di ognuno, declinando nei vari livelli e ambiti di intervento le tre parole chiave individuate come priorità strategiche e morali per la rinascita della città di Taranto: Ambiente, Qualità della vita, Salute, in una prospettiva di inclusione e di rilancio economico durevole.
Il progetto intende proporre la riqualificazione profonda della Città vecchia come strumento di riconnessione di elementi straordinari per qualificazione e dimensione di impatto, ricostruendo una trama di legàmi ordinari che ha nella Città vecchia la sua matrice ordinante, ovvero ridefinendo quei legàmi tra elementi di cittadinanza, oggi estranei, e parti di città che si confrontano sulle rive dei due mari senza avere corrispondenze virtuose.
L’obiettivo di ricostruire #legàmi_ordinari tra i sistemi presenti sul territorio e quello che resta della Città vecchia, è necessario per scongiurarne la conservazione passiva, la musealizzazione e la gentrificazione senza regole e per promuovere modelli di sviluppo economico e di turismo sostenibile, alternativi e vitali, utili alla costruzione di un modello da contrapporre all’inevitabile percorso di deindustrializzazione che rischia di desertificare un territorio ricco e vitale.

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

TAVOLE: Tavola 1 - Tavola 2 - Tavola 3 - Tavola 4 - Tavola 5

 

STEFANO BOERI ARCHITETTI SRL - 2° CLASSIFICATO

Taranto è un collage, un’unione di frammenti, anche se fortemente identitari, che fanno della Città Vecchia un cuore frammentato.
Il visibile sgretolamento della componente fisica dell’isola si accompagna allo sfaldamento della superstite comunità che la occupa e a partire da questo presupposto, i principi guida che hanno ispirato la proposta progettuale mirano più che al ripristino della comunità persistente nella Città Vecchia alla costruzione di una nuova, capace di raccogliere la sfida di rendere reversibile un fenomeno che mina i caratteri identitari dell’intera città.
La proposta progettuale declina tali obiettivi, attraverso una serie di interventi fisici e immateriali in grado di migliorare, in maniera trasversale, la qualità della vita attraverso l’implementazione dei servizi alla persona, i mezzi e le occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale che favorisce un processo indotto di mitigazione delle condizioni di marginalità. Riabitare Taranto significa descrivere una nuova forma spaziale-sociale dell’abitare che fa dello spazio pubblico l’asse portante della trasformazione, definendo una maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola, e costruendo un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato.
La strategia impatta su quattro diversi ambiti: cintura, tessuto, rete, catalizzatori, che attraverso la valorizzazione del capitale sociale da una parte e la riqualificazione del patrimonio architettonico dall’altra, in un’ottica di crescita intelligente, mira a costruire il sistema di governance del processo di rigenerazione urbana che preveda la configurazione di un sistema di welfare urbano e un sistema di infrastrutture sociali per rafforzare la comunità urbana, fornendo servizi per i residenti permanenti e temporanei.

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

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S.B. ARCH-STUDIO BARGONE ARCHITETTI ASSOCIATI - 3° CLASSIFICATO

La strategia generale per la riqualificazione della città di Taranto è definita a farfalla in cui il corpo coincide con la città vecchia oggetto di intervento, mentre il mar Grande e quello Piccolo ne sono le due grandi ali.
La farfalla è metafora dei passaggi e delle successive trasformazioni che riporteranno idealmente la città vecchia a “volare”. A livello territoriale, per il mare Grande si ipotizza uno sviluppo come oasi naturalistica e biologica, in cui valorizzare e coinvolgere l'isola di San Pietro e San Paolo ed enfatizzarne le caratteristiche di indiscutibile bellezza naturale. Per il mare Piccolo si immagina la bonifica e ri-naturalizzazione della costa, al fine di ricomporre il Paesaggio naturale in armonia con le matrici ambientali del contesto.
Per la città vecchia, la strategia è improntata alla rivitalizzazione della dorsale longitudinale identificata con l'asse di via Duomo, alla quale si sovrappone un sistema trasversale che ne assicura la riconnessione ai due mari, prolungandosi nelle acque del mar Piccolo con nuovi moli, estensione del parco lineare, nel quale il tracciato delle mura seicentesche differenzia l'area naturale da quella minerale.
Nell'isola, interamente ri-urbanizzata e pedonalizzata, la dorsale longitudinale diviene asse strategico lungo il quale, agli interventi di riqualificazione dei tessuti, operati per restauro e risanamento ambientale, oltre che per parziale diradamento e riduzione, si unisce la rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente mediante l'insediamento di attrattive sedi istituzionali, culturali, artigianali, creative e ricettive. Sul waterfront del mar Grande, la riqualificazione del molo Sant'Egidio, la passeggiata di ringhiera, il faro, il Museo dell'Uomo e del Lavoro, prefigurano il futuro protendersi della città vecchia, non solo materiale, nell'estensione della città contemporanea ricomponendo la complessa e molteplice “stratigrafia” di Taranto.

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

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VIDEO: il video di presentazione del progetto

 

STUDIO PAOLA VIGANÒ

cittàvecchiaè uno scoglio abitato da millenni tra due mari e due città. È un sito privilegiato ed eccezionale nel quale riflettere in modi innovativi sul tema della coesistenza: so¬ciale, culturale e ambientale, sul vivere insieme di uomini e specie nel rispetto della biodiversità, condividendo benefici e responsabilità, per la salvaguardia di ecosistemi naturali e la gestione attenta di quelli artificiali, per uno sviluppo eco¬nomico socialmente, culturalmente ed ecologicamente adeguato e sostenibile.
Gli scambi avvenuti sul posto, con esperti, abitanti, operatori sociali, l’apporto delle scienze naturali, socio-economiche, storico-archeologiche e dello spazio alimentano le ipotesi contenute in questo rapporto. Essi delineano percorsi di ri¬cerca non scontati che riguardano l’uso ed il mantenimento delle risorse naturali e sociali, del capitale umano e naturale della Città Vecchia di Taranto.
Il tema della coesistanza e della coevoluzione, centrale nell’elaborazione della nostra proposta, è anche alla base del pro¬gramma Unesco “Man and Biosphere”, che valorizza i luoghi nei quali si sono costruite, nel tempo, relazioni uniche e particolarmente complesse tra Uomo e Biosfera. È il caso di Città Vecchia, il recupero della quale non può essere davvero tale al di fuori di una comprensione sistemica delle relazioni che si sono stabilite e potranno stabilirsi tra città e mari, tra città e grande industria, tra città e città, nella consapevolezza che i processi legati ai cambiamenti climatici saranno drammatici e determineranno profonde trasformazioni, nuova scarsità o eccesso, modificando le attività umane, la loro distribuzione e la disponibilità delle risorse.
È da questo punto di vista e a partire da una lettura approfondita del suo spazio che abbiamo tratteggiato i primi elementi di una visione per Taranto Città Vecchia. Un luogo unico e di rinnovata centralità, non solo perché investito di nuovi programmi di funzioni pubbliche, o turistiche, alla scala urbana e regionale, ma unico perché straordinario, ec-cezionale, raro, da riscoprire e riabitare. Coerentemente alla visione contenuta nella Blue Growth richiesta dall’Unione Europea, la possibilità di recupero della Città Vecchia va intesa in stretta connessione con il recupero dell’ambiente marino-costiero circostante.
È a partire dalla convinzione della sua unicità che ci è sembrato possibile elaborare un progetto per il suo futuro, una visione aperta ad una discussione ampia e senza tabù, che investa il presente, tanto quanto il lungo periodo, con gli abitanti attuali e per quelli che lo diverranno.

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CONCORSO STABILE CAIRE

Un’isola è un’isola. Taras, la città antica di Taranto è un’isola colma di memoria e di senso: nel racconto mitologico è chiamata col nome del suo fondatore, figlio del Dio del Mare. L’unica fondazione spartana della Magna Grecia oggi è un’isola "toccata" nel profondo dalle forti criticità generatesi entro la città dell’acciaieria: il cuore spartano è tagliato fuori dal mare, resta enclavizzato e nascosto, è come una zattera attraversata da flussi di traffico tra la sponda industriale e quella più residenziale della città moderna. Il cuore antico di Taras è minacciato soprattutto nella dimensione sociale e culturale, con la progressiva cancellazione delle figure di senso connotative del nucleo originario, rendendolo un luogo difficilmente abitabile, una dimora un tempo nobile, ora cadente e da abbandonare.
Il nostro è un progetto di resilienza. Al centro c’è il valore dell’antica Taras che diventa rivendicazione di identità, dispositivo di rigenerazione urbana e nuovo brand per le azioni di valorizzazione.
La nostra proposta è basata su cinque strategie (Tara_S - Sostenibile, Smart, Spartana, Social, Segreta) e su quattro tattiche che raccolgono azioni progettuali mirate alla vivibilità e alla produzione di nuova qualità ambientale, paesaggistica e urbana per l’isola. Le strategie riguardano una serie di obiettivi sia di carattere generale che specifico che ad esse fanno riferimento. Sono integrate e non oppositive. Ciascuna azione progettuale può e preferibilmente deve essere riconducibile a più di una delle strategie. Le quattro azioni/tattiche: metabolismo urbano, riciclo di suolo, mobilità sostenibile, riattivazione degli spazi sociali, produttivi e culturali rappresentano il modo di attuare gli obiettivi strategici nella città costruita. Gli interventi dispiegano i loro effetti quasi sempre a "volume zero", secondo un modello di sostenibilità rigenerativo integrato ad un piano di marketing urbano che si propone come strumento cornice multiruolo/multilivello.

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MARIO CUCINELLA ARCHITECTS SRL - MENZIONE

TARANTO, RESPIRA
Di fronte alla dimensione del problema del recupero della Città Vecchia, bisogna domandarsi come si può immaginare una rinascita, affinché questo luogo, fatto di edifici, persone, immaginazione, ricordi, bellezza e umanità, possa riprendere la strada della rigenerazione.
Non si tratta di “Disegnare” una città e fare un bel progetto, di cui conosciamo limiti e fallimenti, ma di capire con quali modalità in questo luogo ricco di contenuti e memorie possa innescarsi un meccanismo virtuoso. Pochi gli esempi e molti i progetti inutili che non hanno intercettato i desideri, le aspirazioni e una visione per il cambiamento.
Taranto ci offre una grande opportunità. In un luogo ricco di contraddizioni tra bellezza naturale e artificio industriale che non ha trovato negli ultimi decenni un vero rapporto con la contemporaneità. Le grandi fabbriche sovrastano la gentilezza di una città straordinaria che ci racconta, nonostante la disparità di forze, un luogo ancora bellissimo, immaginato dai tarantini come il luogo della loro storia, dei loro riti religiosi, del loro rapporto con i due mari.
Questo progetto non vuole cristallizzarlo con un masterplan, ma costruirlo immaginando una serie incrementale di azioni finalizzate a ritrovarlo nel tempo. Lo facciamo iniziando da microinterventi di riqualificazione urbana, condivisi e aprendo il tessuto urbano per ridargli una nuova vita, facendolo tornare a respirare.
Non crediamo nelle visioni unilaterali, ma in un approccio dove si innesca un processo che si svilupperà attraverso azioni condivise, politiche di ascolto e partecipazione. La storia recente dell’urbanistica ci insegna come i progetti imposti dall’alto siano destinati al fallimento, tanto più qui, nella Taranto affaticata da decenni di abbandono e di poca considerazione.
È il momento di riscoprire quei valori che ancora sono forti nell’immaginario e ricostruire quel luogo con quelle memorie. La viabilità che ha negato il rapporto con il mare, le vie intercluse che hanno negato i passaggi, i crolli che ancora oggi rendono insicuri molti luoghi devono essere riaperti attraverso la creazione di nuovi spazi, che devono diventare i loro luoghi.
Siamo di fronte ad un cambio di paradigma nella rigenerazione urbana. Con vecchi strumenti non si possono affrontare nuove sfide. La lettura attenta dei fenomeni e delle dinamiche sociali impongono una visione più ampia del progetto architettonico. Taranto ci dà l’opportunità di immaginare un nuovo modo progressivo di lavorare e di affrontare le complesse dinamiche della città mettendo insieme l’hardware, il costruito, con il software, le persone.
Perché non ci sarà rigenerazione urbana senza che chi abita i luoghi non sia parte della trasformazione.

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OVE ARUP&PARTNERS INTERNATIONAL LIMITED - MENZIONE

TARANTO AZZURRA
Attraverso una storia contraddistinta dal susseguirsi di ruoli diversi di volta in volta assunti o attribuiti, l’Isola si presenta oggi come “città vecchia”, gravemente depauperata dal punto di vista della popolazione e delle funzioni, sostanzialmente ridotta a “ponte” tra la Taranto moderna a sud est, la stazione e lo stabilimento dell’Ilva a nord ovest. L’interpretazione di quel che è stato e di quel che potrebbe essere suggerisce di ricomprendere questa pregevole e unica formazione urbana come parte integrante di Taranto, inclusa con un proprio specifico ruolo nelle dinamiche ordinarie della città e della sua area gravitazionale.
“2022 l’Isola ritorna al centro” è modo sintetico per richiamare i cambiamenti relativi a economia, infrastrutture, società e ambiente: da quartiere monofunzionale a centro di sperimentazione creativa; da spazio congestionato di attraversamento a destinazione; da luogo in stato di abbandono a centro attrattivo e inclusivo; da unico accesso al mare a primo tassello di rigenerazione ambientale dei seni del Mar Piccolo. Riscoprire, Riunire, Riconfigurare, Rinnovare, Riabitare, Ripopolare sono le parole che riassumono le intenzioni della proposta Taranto azzurra.
Un’offerta di spazi attraenti, adeguatamente infrastrutturati e salubri, la riorganizzazione dell’accessibilità, la riscoperta dei luoghi del risiedere e del lavorare per liberare nuove energie economiche creative, sono condizioni necessarie per fermare la deriva del decadimento; altra condizione è costituita dalla capacità di coinvolgere in questo “viaggio della rigenerazione” i Tarantini di oggi e di domani che dovranno trovare nell’operazione una risposta alle difficoltà attuali e una prospettiva convincente. L’invito all’esplorazione dell’isola attraverso installazioni e promozione di eventi artistici e culturali, tali da indurre l’allungamento della passeggiata degli abitanti locali e da richiamare visitatori curiosi, viene inteso come startup del processo.

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VIDEO: il video di presentazione del progetto

 

PODRECCA ZT GMBH

TARÌ. L’ISOLA È UN TESORO
Schiacciata sotto il peso di un’astrazione economica lunga 150 anni, la città deve rintracciare la propria resilienza con un paziente lavoro di sottrazione, per liberare la memoria soffocata dalla densificazione oppressiva e riaprirsi finalmente al mare. La leggerezza della complessità deve riprendersi lo spazio complicato del polo siderurgico, per sciogliere il nodo gordiano stretto tra salute e lavoro.
A questo passaggio epocale non può non corrispondere una nuova rifondazione, un nomos innovativo per l’oikos di sempre, una riconversione economica capace di innescare un processo rigenerativo delle risorse, quelle resistenti interne all’isola, e quelle che dall’esterno verranno a innestarsi. L’approccio strategico di questa proposta è di tipo processivo, lontano dalle logiche della pianificazione lineare, e nasce da una ri-lettura critica della storia dei luoghi – narratività di un libro di pietra - e dall’intenzione di ribaltare in positivo le limitazioni di godimento del bene comune - città vecchia - nella storia che parla si vive bene -, valorizzandone la localizzazione con un invito: venire a Taranto vecchia è un’esperienza!

L’idea forza intende superare l’attuale decadenza dei luoghi iniettando nel tessuto enzimi di rivitalizzazione diffusa, affidati all’iniziativa coordinata di pubblico-privata, che prevedono:

  • la prioritaria messa in sicurezza del patrimonio fisico,
  • l’attrezzaggio tecnologico innovativo delle aree di recupero edilizio,
  • la riconquista dello spazio pubblico pedonale sul mare e nella trama dei vicoli interni,
  • il monitoraggio costante della situazione ambientale dell’isola fra i due mari,
  • l’introduzione di “Magneti” urbani ad uso culturale, artistico e d’intrattenimento,
  • l’inserimento di nuove attività di lavoro, di ricerca e didattiche di interesse nazionale,
  • la messa in campo di cantieri “esperti” ed innovativi di restauro legati agli antichi mestieri,
  • l’esposizione di prodotti di eccellenza provinciale in antichi luoghi recuperati,
  • l’organizzazione di modalità d’intervento condivise con residenti e futuri utenti tramite una Casa di Quartiere.

Sarà necessario ri-discutere con i cittadini di Taranto le idee e i comportamenti verso la città vecchia.

Il progetto di rigenerazione punta al pieno coinvolgimento della comunità locale, già definita “comunità di patrimonio” dalla Convenzione Europea Faro 2005 - di prossima ratifica da parte del Parlamento - e parte dalle “cure della città”.

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

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LABICS SRL

Il progetto di rigenerazione di Taranto Antica rappresenta una sfida importante: non solo in termini di riconfigurazione spaziale, ma anche nella ricerca di una nuova identità urbana; ricerca di idee e strumenti per arrestare il graduale processo di impoverimento della città attraverso l’attivazione di un modello integrato di rinnovamento del tessuto economico e sociale, del sistema produttivo, dell’offerta culturale e di servizi.

Il modello proposto è knowledge based, basato sul potenziamento delle attività di istruzione, ricerca e sviluppo, capace di stimolare creatività e innovazione e in grado di attrarre risorse umane giovani e professionali di alto livello.

In estrema sintesi gli obiettivi del Progetto sono:

  • potenziamento delle attività di ricerca e istruzione superiore nell’ambito di un Polo scientificotecnologico- umanistico in grado di fornire servizi avanzati alla creazione d’impresa;
  • valorizzazione delle risorse urbane e territoriali in grado di accedere a mercati extra-locali (acquacoltura, pesca, cantieristica, portualità turistica e commerciale, turismo culturale, agroalimentare, difesa);
  • sviluppo di un sistema diffuso di micro-attività imprenditoriali, produttive e di servizio, fortemente integrato con il tessuto residenziale;
  • gestione, recupero e valorizzazione unitarie del patrimonio immobiliare pubblico e privato;
  • promozione della città e del suo territorio nell’ambito di un piano di marketing strategico che ne sappia valorizzare le risorse economiche, sociali e culturali.

Questi obiettivi e le politiche che ne conseguono trovano un riscontro diretto nei 4 sistemi cardinali del Progetto Urbano:

  • il sistema dello spazio pubblico, riprogettato integralmente e ribaltato nel suo orientamento, dando netta prevalenza alle connessioni trasversali tra i due water front, allo scopo di esaltare il rapporto con il mare, riqualificare il tessuto insediativo e redistribuire più razionalmente le funzioni di servizio;
  • il sistema insediativo diffuso, totalmente ripensato nella sua composizione socioeconomica, in un’ottica di capillare integrazione tra funzioni micro-imprenditoriali, servizi alle persone e alle imprese, residenze studentesche e artistiche, giovani famiglie, residenze turistiche;
  • il sistema delle nuove funzioni centrali, universitarie, direzionali, culturali e ricreative, potenziato e rinnovato;
  • il sistema delle funzioni legate al mare, proiettato verso la valorizzazione delle risorse, attuali e potenziali, della pesca e dell’acquacoltura, della portualità, del turismo nautico e sportivo, della balneazione, della cantieristica da diporto, della produzione energetica.

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FEDERICO OLIVA ASSOCIATI – FOA

Civitas Maris- Taranto, città di mare e di vita
La rigenerazione urbana si configura come progetto sociale ed economico, che tiene assieme una pluralità di dimensioni (insediative, ambientali sociali, istituzionali); partendo da questo, il modello della rigenerazione proposto per la Città vecchia pun¬ta sulla valorizzazione delle straordinarie identità della città, storiche ambientali e paesaggistiche; un palinsesto geografi¬co - ambientale da disvelare: il paesaggio e la storia diventano le matrici dell’identità locale, facendo perno su un’innovativa rete di mobilità sostenibile. Un progetto strategico in grado di promuo¬vere un’interazione virtuosa di resilienza ambientale e sociale, accessibilità diffusa e interventi puntuali di rigenerazione, con un insieme incrementale di progetti fattibili sostenuti da semplici regole accordate con il telaio di scelte, cui dar forma anche aperta nel tempo. Orientare l’interpretazione al futuro della Città vecchia verso la rigenerazione del mosaico urbano, ambientale e pae¬saggistico, apre la prospettiva di una nuova economia e al raf¬forzamento di antiche e rinnovate attività e professioni; che interpretino con intelligenza il cambiamento, sfidando la contra¬zione economica dei settori tradizionali maturi. Nuove economie da ricercare nella storia e nell’identità della Città vecchia, un tessuto economico in sintonia con la vita civile e l’esperienza col¬lettiva maturata dalla comunità (Civitas Maris); riconciliandola con il proprio presente, restituendole il senso della propria storia e iden¬tità e alla cultura materiale e immateriale della pesca; un insieme di saggezza e codici locali, semplicemente da disvelare. Sulle quattro linee di forza del progetto (i due Waterfront, via Duomo, via di Mezzo), s’innestano gli specifici ambiti della rigenerazione urbana, tasselli del nuovo mosaico urbano della Civitas Maris. In definitiva, l’obiettivo fondamentale per la Città Vecchia e per l’in¬tera Città è quello di ribaltare il declino, trasformandola da città del degrado (ambientale, economico, sociale) a città sostenibile/ resiliente, della cultura, della valorizzazione ambientale

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

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ALVISI KIRIMOTO + PARTNERS

La strategia proposta di rigenerazione della città storica di Taranto si pone come meta-obiettivo quello di Taranto nuovo paradigma, da attuare con un processo di "evoluzione creativa" che crescerà nel tempo superando i limiti della progettazione urbana. Il meta-obiettivo può essere raggiunto attraverso l'attuazione di una molteplicità di azioni e interventi che garantiscano l'integrazione funzionale del centro storico con la città oltre i confini municipali. Il nucleo storico infatti ha dimensioni veramente ridotte rispetto alla città (200.000 abitanti) o all’area urbana funzionale (390.000 abitanti) e tuttavia contiene senza esprimerle tutte le energie di una città straordinariamente ricca e diffusa, senza però produrre un "sistema di offerta di centro storico" negato dalla crescita del degrado urbano e sociale e dal disallineamento della sua immagine rispetto alla sua vocazione di "centro di potere, centro economico e focolaio di civiltà" (Jacques Le Goffe).
È da questa vocazione che deve partire il Piano di Rigenerazione Urbana di un’area di queste dimensioni esprimendo una offerta di servizi che contemporaneamente supererà il perimetro fisico del "centro storico piccolo" ed esalterà il "limite" come valore da proteggere alla stregua delle più importanti città d'arte italiane in cui il paradigma di tradizione e innovazione è costantemente rinnovato dalla crescita sociale e culturale di chi vive la città: Taranto città europea, modello di rigenerazione e innovazione.

Gli interventi previsti sono:

  1. Realizzare una "parco circolare" dell'isola che lambisce il mare e si connette trasversalmente al cuore antico della città. Il parco lavorerà su più piani esaltando la ricchezza morfologica di Taranto, sfruttando così le emergenze come il castello e generando un'attività curatoriale anche all'interno della città: saranno i cittadini i primi "curatori" del nuovo parco, rendendolo aperto, diffuso, connesso e sicuro. Funzionerà come luogo per le attività di tutti i giorni ma anche come "parco dell'arte" per eventi, mostre, happening.
  2. Il nuovo Water Front del Mare Grande e del Mar Piccolo: il primo lo sguardo ampio e il confronto con la storia di Taranto, le mura, ma anche l'estensione della vita pubblica; il secondo come il luogo della sperimentazione dall'alto valore paesaggistico, sociale e identitario da estendere su tutte le coste limitrofe generando un sistema di rigenerazione paesaggistica, urbana e sociale crescente.
  3. la mobilità sostenibile: pedonale, ciclabile con un sistema a traffico limitato. Si introdurranno
    gradatamente le zone 30 ed un generale incentivo all’uso della bicicletta, piste ciclabili, car sharing e trasporto pubblico comprensivo di alcune innovazioni tecnologiche per monitorare la mobilità.
  4. la rigenerazione diffusa del centro storico come processo di recupero del patrimonio immobiliare esistente e di addizione e sottrazione, rispettando l'idea della tensione naturale dei quartieri, della loro vita su vari livelli e della "adiacenza" e "prossimità" come modello, liberando le visuali e facendo rivivere le piazze esistenti creandone di nuove.
  5. Ricostituire con attenzione il fragile tessuto funzionale della città, in cui applichiamo un ripensamento del programma residenziale con l’obiettivo di produrre il giusto mix sociale che permetta di avere la sostenibilità del masterplan a lungo termine. L’inserimento di servizi, attività commerciali e di accoglienza (es. albergo diffuso) permetterà di avere una viva microeconomia locale per la riuscita a lungo termine del meccanismo di microcittà.

Le funzioni saranno quelle della città viva e contaminata: residenze, scuole, piccole attività commerciali e artigianali, luoghi per la cultura e la socializzazione. Oltre a luoghi innovativi per la sperimentazione di nuove forme di collaborazione sociale e urbana.

I progetti di trasformazione fisica dovranno inoltre essere accompagnati da un processo di mobilitazione e inclusione sociale stimolato, orientato e alimentato costantemente. La ri-funzionalizzazione dell'isola permetterà di attrarre nuovi ed eterogenei gruppi sociali , capaci di aggiungersi all'importante strato esistente degli abitanti storici, memoria e identità vitale della città.

PLAY TARANTO rappresenta il software della città che aggrega servizi collaborativi, community e informazioni, in modalità online e offline. La parte attuativa verrà strutturata dal protocollo metodologico CO-CITY abilitando la co-governance.

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STUDIO SCHIATTARELLA E ASSOCIATI SRL

La condizione attuale di Taranto e le previsioni dei dati di contesto ci forniscono un quadro decisamente negativo in cui un intervento di rigenerazione della città vecchia non sembra avere possibilità concrete di realizzazione se non attivando processi di sviluppo oggi di fatto apparentemente assenti.
Eppure il problema ambientale, che oggi è una delle più importanti cause che impedisce lo sviluppo della città, può essere anche la principale risorsa per il suo rilancio.
La nostra proposta è quella di utilizzare l’esigenza di strutturare la risposta all’emergenza ambientale in modo che la stessa non sia un fatto episodico ma una occasione per una riconversione delle strategie produttive ed occupazionali dell’area nel medio-lungo periodo.
Formando e trattenendo sul territorio le necessarie competenze, l’attività di riqualificazione ambientale, può rappresentare, infatti, il driver di sviluppo principale con cui poter innescare il processo di riqualificazione dell’Isola. La Città Vecchia infatti, nel nostro progetto, dovrebbe diventare il centro nevralgico di tutte le attività legate alla riqualificazione ambientale.
In una sorta di riscatto e ribaltamento, con un enorme potenziale comunicativo, Taranto può trasformarsi da simbolo di un territorio devastato dall’inquinamento a polo di eccellenza internazionale per le attività di bonifica e disinquinamento e primo centro storico in Italia completamente Carbon Free.
Nell’isola può trovare spazio un Centro Ricerche sui temi della riqualificazione ambientale (CRREA) in partnership con istituti di ricerca di livello nazionale ed internazionale, spin off universitari, imprese industriali che operano già nell’area ed un Business Hub sui temi ambientali dove potranno trovare posto tutte le aziende che opereranno sui temi dell’ambiente e della bonifica nei prossimi decenni.
Cogliere questa opportunità costituisce il nucleo centrale della nostra strategia, perché drena risorse, coinvolge gli attori del territorio, crea sviluppo ed occupazione e costruisce serie prospettive di medio-lungo termine. Ma certamente non basta.
In linea con i Sustainable Development Goals 2030, i contenuti di indirizzo della Nota Metodologica dell’INU la nostra proposta può essere declinata secondo quattro concetti guida: SMART, GREEN, OPEN, SLOW. Questi concetti riassumono in sé una visione di un modello di sviluppo per la città vecchia basato su innovazione digitale, mobilità lenta, sostenibiltà ambientale, sharing economy e partecipazione.
Modello di sviluppo in grado di rendere la città vecchia più attrattiva e poter avviare una crescita, analogamente a quanto avviene in altri centri della Puglia, anche in altri comparti (come turismo, food, industria creativa, …)

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TELOS S.R.L.

TARANTO- CALEIDOSCOPIO MEDITERRANEO
Taranto Vecchia rigenera il suo corpo nel rapporto con l’acqua. Nel nuovo waterfront sul Mar Piccolo si condensa il suo spirito mediterraneo: il porto dei pescatori dialoga con la città attraverso uno spazio rinnovato con la partecipazione degli abitanti, dove il cibo e il paesaggio regnano incontrastati. La vivace presenza dei pescatori convive con la vicina passeggiata urbana lungo giardini che conducono al nuovo Museo galleggiante dell’Acqua e della Natura di Taranto (MANTA), Da qui partono le escursioni nel Mar Piccolo e un percorso pedonale protetto che attraverso un secondo ponte girevole, interamente dedicato ai pedoni, si collega con il Borgo nella terrazza di Corso Due Mari e di qui verso i giardini di Piazza Garibaldi, fino al MARTA.
D’estate e nelle belle giornate i tarantini e i visitatori possono rigenerarsi in bagni di sole e d’acqua sul Mar Grande, nelle piattaforme alla base delle antiche mura, e rifocillarsi nei chioschi e ristoranti galleggianti, per poi risalire svelti con gli ascensori, pronti a rituffarsi nel lavoro e nella vita familiare o in nuovi percorsi di visita della Città. I più curiosi risalgono per il percorso ipogeo che risale dal mare nel ventre della città vecchia attraversando gli strati più antichi fino al livello della contemporaneità.
L’abitato di Taranto vecchia va progressivamente rigenerandosi. Laboratori di giovani e anziani convivono negli isolati a fianco della Postierla Nuova. Luci intelligenti illuminano i percorsi e le piazzette della Città Vecchia, sempre pronti ad animarsi del gioco dei bambini o per antichi e nuovi eventi collettivi. Edifici e palazzi, riqualificati grazie agli incentivi pubblici e al supporto della Società per il Recupero della Città Vecchia costituita dal Comune, dalla Regione, dalle associazioni dei costruttori e degli industriali, ospitano nuove imprese e attività che hanno beneficiato dei fondi speciali per Taranto e delle opportunità fiscali e contributive della Zona Franca Urbana.

RAGGRUPPAMENTO: Gruppi

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GUENDALINA SALIMEI

L’isola come sarà... propone la storia di una rinascita. Dopo una crescita difficile segnata da abbandoni, lutti e stupri, un progetto di rinascita che parte dalla nitida, forte consapevolezza che l’ intrinseco e costitutivo nucleo dell’identità di Taranto, sin dal 340 a.C, quando nacque Leonida, sia il mare.
Da qui l’ immagine di Taranto come Teatro dei due mari, un palcoscenico di massima visibilità dell’intervento sul territorio.

Nature/strutture a base concentrica, vortici di vita saranno i simboli della nuova Taranto. E, insieme ai punti di vortice, le linee, immateriali, materiali e strategiche:

  • ricongiungimento della cultura con la natura e rigenerazione culturale profonda per fasce d’età che parta dai giovani;
  • alleggerimento dei flussi di traffico veicolare;
  • connessione di più strati attraverso gli elementi albero;
  • rete di spazi pubblici di varia natura che attraversando l’isola la connettono;
  • azioni di bonifica integrate con quelle locali del Comune e della Diocesi e quelle definite dal CIS per Taranto.

Mobilità, visibilità, sostenibilità, circolarità e riconquista dell’identità sono le azioni chiave dell’intervento.

La sfida è riportare ad equilibrio il sistema restituendo la città alla laguna e la laguna alla città, culturalmente, fisicamente, urbanisticamente, economicamente, paesaggisticamente attraverso un processo partecipato: in grado di attivare una impostazione circolare che costituisce essenza ed iconografia dell’azione.

Nel quadro di crisi ecologica mondiale, con un pianeta surriscaldato, la piccola Taranto sul Mediterraneo diventa un laboratorio metodologico di tecniche, programmi, processi della resilienza.

La prospettiva si fonda sulla consapevolezza della interdipendenza: tutto è collegato, tutto è intimamente relazionato. “Non ci sono due crisi separate una ambientale e l’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio – ambientale”.

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CALOGERO MONTALBANO

OPEN non è Free recita il titolo di un saggio di alcuni anni fa sulle comunità digitali tra etica hacker e mercato globale, sulla dicotomia tra gestire e subire il cambiamento e sul continuo “dialogo” con il flusso di informazioni delle reti, informatiche e umane. Il saggio illustra quanto la cultura hacker tenti di elaborare nuove vie di fuga, insistendo sulla forza delle comunità e sulla responsabilità delle scelte individuali.
Parafrasando OPEN non è free in risposta all’hashtag #OPEN, è stato coniato lo slogan #Taranto Città Free (tradotto in libera ma ancor di più in liberata),intorno al quale ricostruire l’immagine della futura città di Taranto, nella visione, di una nuova governance del territorio che ambisce a diventare la città-laboratorio europeo privilegiato sui temi dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile, della rigenerazione sociale ed economica, della resilienza urbana, attraverso un rinnovato palinsesto urbano restituito alla collettività all’insegna di innovazione e sperimentazione. TARANTO CITTÀ LIBERA è il paradigma che caratterizza la visione della Nuova Taranto.
Perché free non è open ma è una visione che vuole riprendere attraverso la visione Eco, green, slow, smart, una Visione Urbana pienamente attuale che si riappropria della volontà ri-fondativa della struttura urbana e territoriale tutta Rinascimentale nella ritrovata dimensione umana orientata ai bisogni e le capacità della comunità, ed ai nuovi possibili processi produttivi del territorio. In tal senso l’Isola è stata pensata in una dimensione interscalare in cui si vuole dimostrare come già oggi abbia a disposizione le risorse e le caratteristiche fisiche e logistiche per essere il vero catalizzatore del territorio esteso, porta urbana e centro propulsore di una nuova economia fondata sulla presenza di giovani, ricercatori, imprese che operano sue per il territorio, epicentro di itinerari fisici e culturali, incubatore di idee ed in sintesi di una nuova concezione urbana.

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ABDR ARCHITETTI ASSOCIATI S.R.L.

La Proposta progettuale intende qualificarsi come programma strategico interscalare, multi attoriale e incrementale per la rigenerazione fisica e socio-economica della Città Vecchia di Taranto.
La qualità degli interventi programmati è orientata da una immagine al futuro, una utopia concreta che tenta di riscattare la distopia del disastro ambientale dell’area tarantina. La Città Vecchia come isola della conoscenza, dell’integrazione dei saperi, dell’innovazione, della qualità della vita, è una visione illuministica che guarda al futuro e delinea la fisionomia di una città avanzata, sostenibile e resiliente.
Tale prospettiva culturale consente definire i principali nuclei tematici dei differenti programmi integrati d’intervento. Questi ultimi si fondano sul riconoscimento della Città Vecchia come risorsa patrimoniale, bene comune, palinsesto da decifrare in tutti i suoi livelli di senso: storico-archeologico, ambientale, culturale e sociale.
La valorizzazione delle risorse di milieu va tuttavia inquadrata in un disegno più ampio, in una prospettiva di integrazione con la piattaforma territoriale pugliese con le sue connessioni, con le reti di livello nazionale e sovranazionale, con le sue traiettorie di crescita e di potenziamento. La Proposta progettuale intende inserirsi all’interno di questi multipli e articolati quadri di riferimento progettuale; in questa direzione tende a definirsi come quadro di coerenza e di indirizzo per le numerose azioni di trasformazione in corso, spesso pianificate ed attuate in modo disarticolato e settoriale.
All’interno di tale metodologia sono state sviluppati tre progetti d’Ambito: waterfront mar Piccolo, waterfront mar Grande e comparto di social housing.
Le sperimentazioni progettuali non intendono prescrivere assetti spaziali rigidi ed immutabili, suggeriscono al contrario criteri di qualità degli interventi, verificano le potenzialità morfogenetiche degli spazi pubblici e gli scenari di integrazione con il paesaggio circostante.

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GIOVANNI GIACOMO GAVINO MACIOCCO

La città antica prende per mano la città contemporanea. È in sintesi la nostra proposta nella quale l’isola storica è pensata come un laboratorio in cui si costruiscono le nuove prospettive della città contemporanea sotto diversi profili.
Questo, a partire dalla necessità di superare la demotivazione urbana sul proprio futuro, offuscato dalla crisi del polo siderurgico al quale la città aveva affidato la sua prospettiva strategica di medio e lungo periodo. Una prospettiva che ha messo in crisi il concetto stesso di visione come forma compiuta, da superare per costruire, narrare e inventare un’identità nuova attraverso un processo di cantiere fisico e di socialità: un cantiere di cittadinanza. Che può fare affidamento su un sistema associativo locale molto articolato, in grado di elaborare proposte di valore per la città su diversi ambiti di attività.
Un progetto di cantiere, un processo di rinnovo urbano e sociale, sostenuto da un percorso di capacitazione degli abitanti, per costituire una comunità operosa capace di traguardare uno sviluppo autonomo coerente con le proprie necessità e risorse intrinseche.
Un progetto di cui è costitutiva la narrazione della trasformazione in corso, come si sviluppa il recupero e il cantiere dell’abitare per una nuova identità, le energie che libera, le possibilità che apre anche attraverso il confronto critico internazionale, come focus universale sulle componenti etiche del costruire e del ri-costruire.
È ciò che significa prendere per mano la città contemporanea, le sue prospettive di urbanità, ricostruire il futuro come dinamica di società locale, esempio per i casi di degrado sociale e urbano, per uscire dal design delle forme e affrontare il senso del luogo collettivo.
Un processo necessariamente lungo, che deve potersi sviluppare senza scomporsi a partire da un dispositivo di coordinate concettuali e operative: concetti cardinali, strutture generative, matrici di attivazione.

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FRANCESCO CELLINI

L’azione progettuale proposta per l’Isola presuppone uno scenario strategico suggerito dalle potenzialità dell’intero arco ionico tarantino, oggi non sufficientemente espresse, quando non mortificate.
L’Isola, infatti, per la sua complessa stratificazione, può simbolicamente rappresentare “tutto” il territorio tarantino, di cui costituisce la memoria storica.
Un progetto di rigenerazione offre grandi opportunità a chi voglia investirvi non solo nel risanamento edilizio ma anche per l’avvio di attività produttive e di ricerca. Attrattività sia in termini di agevolazioni fiscali che di qualità di un ambiente urbano rigenerato, unico nel suo genere.

In questo senso il progetto di risanamento/restauro dell’Isola che proponiamo:

  • stabilisce soprattutto modalità d’intervento e costruzione piuttosto che soluzioni immediatamente architettoniche e destinazioni d’uso predeterminate;
  • fornisce poche, ma necessariamente rigide, regole cui attenersi, relative soprattutto alle facciate e ai tipi edilizi;
  • presuppone la vendita di parte del patrimonio comunale non utilizzato.

Si tratta dunque di prospettare opportunità piuttosto che soluzioni immediate calate dall’alto.

Una proposta in cui la funzione residenziale si mescola liberamente ad attività terziarie e produttive strategiche che possono essere utilmente collocate nell’Isola, a valle del “salto di quota”, in un tessuto edilizio minuto, una moderna plaka che si sviluppa ai piedi dell’antica acropoli:

  • Attività di ricerca (soprattutto sul risanamento ambientale, disinquinamento, ecc.);
  • Attività turistico‐culturali;
  • Attività legate al comparto agro‐alimentare (soprattutto la promozione delle produzioni identitarie);
  • Attività legate all’innovazione della tradizione (p. es. artigianato di qualità; rinnovo delle tecniche tradizionali del costruire per il risanamento stesso dell’Isola e non solo, ecc.).

Ciascuna di esse sarà definita da specifici brand, fra loro collegati, che costituiscono la cifra distintiva del city marketing.

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